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Job alert tuner

Skill FynePool/job-hunter-template/.claude/skills/job-alert-tuner

Metriche di tuning delle ricerche del sistema Job Hunter a partire dal source-log nel repo (source-log/YYYY-MM.jsonl): overlap tra ricerche e tra intenti, numerosità per ricerca, tasso di annunci fuori scope. Analizza anche lo stato dello staging: distribuzione degli score di fit e quanto lavoro del batch resta non revisionato. Usa SEMPRE questa skill quando l'utente chiede: "come stanno andando le ricerche/gli alert", "quali ricerche rendono", "ci sono alert doppi/inutili", "tuning del sourcing", "metriche della routine", "conviene togliere qualche alert", "quante offerte sono ferme in staging", "come sono distribuiti i fit", "perché non trovo mai fit forti", o vuole capire se le fonti del digest producono rumore. Produce analisi e raccomandazioni in chat: NON modifica da sola profilo o alert.From its SKILL.md

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npx -y skills add FynePool/job-hunter-template --skill job-alert-tuner

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SKILL.md

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job-alert-tuner

Modulo 1.2.2 del progetto Job Hunter. Analizza il source-log prodotto dalla routine job-watch e risponde a tre domande: quali ricerche portano volume, quali si sovrappongono, quali portano rumore (annunci fuori scope). L'output informa; le modifiche restano all'utente, tramite job-search-profile (1.2) per i criteri e job-alert-config (1.2.1) per riallineare gli alert.

Precondizioni di readiness

Due prerequisiti distinti, non uno. Le metriche 1-4 (sourcing) richiedono il source-log; le metriche 5-6 (staging) richiedono staging/. Sono indipendenti: se manca l'uno, calcola comunque le metriche dell'altro e dichiara quale gruppo non è calcolabile e perché. Non bloccare l'intera skill per un prerequisito che serve solo a metà dell'analisi — e non usare l'uno come surrogato dell'altro.

Prima di calcolare metriche, verifica il prerequisito minimo di questa skill: esiste almeno un file source-log/YYYY-MM.jsonl con almeno una riga. Attenzione: qui il gap NON è l'onboarding — a differenza delle altre skill funzionali, il prerequisito mancante è un passo successivo. Il source-log lo produce la routine job-watch, che dev'essere già girata almeno una volta. Se la cartella source-log/ è assente o vuota, o i file esistono ma hanno 0 righe, non procedere e non ricostruire il log da fonti alternative: fermati e spiega il gap reale con una frase specifica, es.: "Non ho ancora metriche da analizzare: il source-log lo scrive la routine job-watch, che finora non ha prodotto dati — facciamola girare almeno una volta (skill job-watch) e poi torniamo qui al tuning.". (È il "caso base" già descritto sotto in dettaglio: qui è la guardia d'ingresso esplicita, con la stessa postura — nessun crash, nessuna ricostruzione inventata.)

Contratto dati

Il source-log vive nel repo, in source-log/YYYY-MM.jsonl (un file JSONL per mese, rotazione mensile). Lo schema completo — chiavi, enum, campo intento_id, semantica "una riga = un annuncio osservato da una ricerca in una run" — è in references/source-log-schema.md: leggilo prima di ogni analisi, è il contratto che questa skill ha definito e che la routine job-watch rispetta scrivendolo a ogni run.

Caso base da gestire per primo: il log non c'è (previsto, non un errore)

Il source-log è scritto dalla routine job-watch: se manca, la routine non ha ancora girato (o l'ultima run è fallita prima di scrivere — controlla source-log/runs.jsonl, il ledger delle run). Non è un errore, è uno stato previsto. Quindi, prima di tutto:

  1. Guarda nella cartella source-log/ del repo (file locali in sessione Claude Code, nessun connettore): cerca i file YYYY-MM.jsonl. Se una finestra temporale richiesta copre più mesi, i file mensili corrispondenti vanno concatenati (leggendoli tutti riga per riga).
  2. Nessun file / cartella vuota → spiega con calma: "il source-log non esiste ancora: lo produce la routine job-watch a ogni run. Se è vuoto, la routine non ha ancora girato (o l'ultima run è fallita — vedi runs.jsonl). Finché non c'è almeno una run, non ci sono metriche calcolabili." Nessun crash, nessun tentativo di ricostruire il log da altre fonti (email digest, state.json): dati parziali produrrebbero metriche fuorvianti.
  3. File presente ma vuoto (0 righe) → stesso messaggio, più il fatto che il file esiste ma nessuna run ha ancora loggato.
  4. File presente ma con poche run (1-2 run_id distinti) → calcola comunque, ma dichiara che con così poche esecuzioni le metriche sono indicative, non conclusive.

Parsing (robusto per costruzione)

Usa il code tool per leggere i JSONL riga per riga (una riga = un oggetto JSON; es. pandas.read_json(path, lines=True), oppure parsing manuale riga-per-riga se una riga è malformata). Concatena i mensili quando la finestra copre più mesi. Righe malformate (JSON non valido, chiavi obbligatorie mancanti, enum sconosciuti in esito o fonte): scartale, contale, e riporta il conteggio nell'output ("N righe malformate ignorate") — non fermarti e non correggerle inventando valori. Il JSONL è robusto proprio qui: una riga rotta non compromette le altre. Se le righe malformate superano ~20% del totale, segnala che il log è probabilmente corrotto o che la routine ha deviato dal contratto: in quel caso le metriche non sono affidabili e la cosa va sistemata alla fonte.

Metriche (definizioni esatte)

Calcola sulle run disponibili (o su una finestra se l'utente la chiede, es. "ultimo mese" = il/i file YYYY-MM.jsonl corrispondenti, o filtrando run_id). Ogni metrica è raggruppabile per intento_id (D2): puoi darle sia per singola ricerca_id sia aggregate per intento, secondo cosa chiede l'utente.

  1. Numerosità per ricerca — per ogni ricerca_id: righe totali, media per run, trend (prime run vs ultime). Aggregabile per intento_id. Una ricerca che porta ~0 annunci per molte run è morta o mal configurata.
  2. Overlap tra ricerche — per ogni coppia di ricerca_id: quanti annuncio_id condividono nella stessa run (contando anche le righe scartato_dedup, che esistono apposta). Deriva per ogni ricerca la resa unica: quota di annunci portati SOLO da quella ricerca. Resa unica bassa + alto overlap con un'altra = candidata alla rimozione. Overlap TRA intenti (intento_id diversi che portano gli stessi annuncio_id): è un caso a sé da segnalare — non è necessariamente un errore (due intenti possono legittimamente sovrapporsi), ma se è alto vale la pena dirlo, perché significa che due intenti stanno cercando quasi la stessa cosa.
  3. Tasso fuori scope per ricerca — quota di righe con esito in {scartato_lingua, scartato_livello} sul totale della ricerca (aggregabile per intento_id). Alto fuori scope = query troppo larga (es. location che pesca annunci in lingua esclusa) — costa tempo di pipeline anche se il digest resta pulito. NON includere qui gli esiti scartato_ruolo/scartato_location: sono career_page-only e non misurano la qualità di una query (una career page non la puoi restringere, fetcha sempre tutta l'azienda) — vanno nella metrica 3-bis, altrimenti falsano il segnale "query da restringere". 3-bis. Rumore per-azienda del canale career_page (solo se il log contiene righe fonte: career_page) — per ogni azienda_fonte: quota di scartato_ruolo + scartato_location sul totale portato da quell'azienda, e conteggio delle righe incluso_* sopravvissute. È il segnale di valore cross-source: un'azienda che porta 190 righe di cui 189 scartate per ruolo/location e 1 inclusa (già vista anche su Indeed) è candidata a attiva: false in companies.yaml — non perché la query sia sbagliata (non c'è query), ma perché quella specifica career page rende poco. Distinto dalla metrica 3 proprio perché l'azione è diversa: qui si agisce sull'anagrafica aziende (job-search-profile), non sui criteri di ricerca.
  4. (Di contorno) quota non_lavorato_cap complessiva: se è ricorrente, il cap della routine sta tagliando materiale — informazione utile per parametri_esecuzione.

Metriche 5 e 6 — input diverso: staging/, non il source-log

Le due metriche seguenti non leggono il source-log: leggono staging/*/fit.yaml e staging/*/staging.yaml. Non cercare i loro campi nel contratto del log, non ci sono. Sono qui perché rispondono alla stessa famiglia di domande ("il sistema sta rendendo?"), ma guardano a valle del sourcing invece che a monte. Valgono le stesse regole di robustezza: file illeggibile o campo assente → scartalo, contalo, dillo; non ricostruire.

  1. Distribuzione degli score e potere discriminante (input: staging/*/fit.yaml, campo valutazionescore; in alternativa il campo score proiettato in staging.yaml, più comodo da leggere in blocco)

    Distribuzione dei quattro livelli forte|buono|parziale|debole sul totale valutato, complessiva e per intento_id.

    • Soglia minima: 20 valutazioni. Sotto, non calcolare: dillo e fermati su questa metrica (le altre restano valide). Una distribuzione su 8 voci non dice nulla e invita a conclusioni che i dati non reggono.
    • Segnala esplicitamente le classi vuote o quasi vuote. Una scala a 4 livelli in cui un livello non viene mai assegnato su un campione ≥ 30 non sta discriminando, ed è un fatto da riportare, non da lasciare implicito in una tabella.
    • Incrocia SEMPRE con non_lavorato_cap (metrica 4). Se il cap morde, la distribuzione osservata non è un campione rappresentativo delle offerte disponibili: le voci tagliate dal cap non sono mai state valutate, e nulla garantisce che le lavorate fossero le migliori — il cap taglia in ordine di raccolta, non di promessa. Dichiaralo come limite dell'analisi, non ometterlo perché scomodo.

    Umiltà causale (obbligatoria, stessa postura della metrica 3-bis). Se un livello è vuoto, ci sono almeno tre spiegazioni con azioni diverse e incompatibili, e questa metrica da sola non le distingue. Presentale come ipotesi alternative, mai come diagnosi:

    1. il sourcing non pesca ruoli di quel livello → si agisce sui criteri (job-search-profile);
    2. la rubrica di role-fit è tarata in modo che quel livello sia di fatto irraggiungibile → si agisce sulla rubrica;
    3. il cap ha tagliato le candidate migliori prima che venissero valutate → si agisce su parametri_esecuzione, o si introduce un pre-ordinamento prima del cap.

    Non scrivere mai "la tua scala è sbagliata": con un campione tagliato dal cap non è deducibile. Scrivi cosa si osserva, le tre letture possibili, e cosa servirebbe per distinguerle (tipicamente: una run senza cap, o il cap alzato per qualche giro).

  2. Gap di conversione staging → decisione (input: staging/*/staging.yaml)

    Non è una metrica di sourcing: misura quanto del lavoro prodotto dal batch resta inutilizzato. Riporta:

    • quota di voci pending sul totale (pending / approved / discarded / expired);
    • età della voce pending più vecchia (dal run_id che l'ha creata) e mediana dell'età delle pending;
    • conteggio delle voci con materials_generated: true mai promosse, cioè materiali pre-generati che nessuno ha mai letto;
    • conteggio delle voci con materials_flagged: true (gate di veridicità rosso — vanno guardate prima di essere usate).

    È spesso l'informazione più azionabile che il sistema possa dare: se le pending crescono in modo monotono e nulla viene promosso o scartato, il collo di bottiglia non è il sourcing ma la revisione, e nessuna metrica di tuning delle ricerche lo risolve. Dillo esplicitamente quando i numeri lo mostrano — con la stessa franchezza (e senza colpevolizzare: è un'osservazione sul sistema, non sull'utente).

Nota per il futuro (non requisito v1): applications/<id>/application.yaml porta un intent_id; incrociarlo col log abiliterebbe una metrica candidature-per-intento (quali intenti non solo portano volume, ma convertono in candidature reali) a costo quasi zero — da tenere presente, non da implementare ora. Prerequisito reale: serve che applications/ contenga almeno ~5 esiti oltre lo stato "candidata"; finché è vuota o quasi, questa metrica non è calcolabile e non va simulata sui dati di staging (che misurano il giudizio del sistema, non l'esito del mercato).

Output (in chat)

  1. Una tabella riassuntiva per ricerca_id (con la colonna intento_id, così si legge anche aggregata per intento): volume medio/run, resa unica %, fuori scope %, note.
  2. Le coppie con overlap rilevante, distinguendo overlap dentro lo stesso intento da overlap tra intenti diversi. 2-bis. Se hai calcolato le metriche 5 e 6: la distribuzione degli score (con il limite dovuto al cap dichiarato accanto, non in nota) e lo stato della coda di staging. Se la metrica 6 mostra una coda che cresce senza essere consumata, mettila in testa all'output, non in fondo: è il vincolo che rende poco rilevante tutto il resto.
  3. 2-4 raccomandazioni qualitative, nello stile del progetto (pesate, non binarie): non "elimina la ricerca X" ma "X porta il 90% di annunci già portati da Y e quasi nulla di unico: candidata alla rimozione — la decisione è tua". Ogni raccomandazione indica anche DOVE si agisce: criteri → job-search-profile, alert sulle piattaforme → job-alert-config. Rendile azionabili: per le ricerche linkedin_alert/indeed_alert, risolvi il ricerca_id opaco in searches/alerts-registry.yaml (se presente) e cita l'etichetta leggibile (es. "Integration Engineer — Unione Europea") e, se serve, l'URL/keywords dell'alert reale da disattivare sulla piattaforma — così l'utente sa esattamente quale avviso toccare, non un id criptico.
  4. Le soglie usate (es. "resa unica < 15% = bassa") sono euristiche dichiarate nel testo, mai tagli automatici.

Cosa NON fare

  • Non modificare i file in searches/ né generare istruzioni alert: solo raccomandare e rimandare a 1.2 / 1.2.1.
  • Non ricostruire dati mancanti da fonti alternative (digest email, state.json).
  • Non presentare metriche su 1-2 run come conclusive.
  • Non inventare chiavi o esiti fuori dal contratto: se il log contiene valori non previsti, è la routine che ha deviato — segnalalo, non adattare silenziosamente il contratto.

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